È stato incredibile quando i primi contadini abruzzesi hanno iniziato a capire che quella “sorta” di tubero, per loro molliccio e puzzolente, che trovavano sotto terra, non era un qualcosa da buttar via ma era in realtà un preziosissimo tartufo.

Ma cos’è il famoso “diamante della terra”? Pignatelli ve lo spiega.

A scuola di tartufo con Pignatelli

I tartufi appartengono al regno dei Fungi, divisione Ascomycota, classe Pezizomycetes, ordine Pezizales, famiglia Tuberaceae, genere Tuber.

Sono funghi ipogei che vivono in simbiosi con l’apparato radicale di alcune piante al fine di realizzare il loro ciclo vitale. L’associazione con una pianta superiore permette lo scambio di sostanze nutritive e di funzioni tra i due organismi.

Il tartufo ha la funzione di contenere le spore e di spanderle nell’ambiente.

Il suo corpo fruttifero è suddiviso in peridio, ovvero la scorza o l’involucro esterno, e nella gleba, ovvero la polpa interna.

Il peridio può essere liscio (per specie come il “Bianco pregiato” o “Tuber magnatum Pico”) o può essere verrucoso (come per il “Nero pregiato” ovvero il “Tuber melanosporum Vittad.).

La gleba può essere compatta e carnosa, oppure legnosa, attraversata da venature ramificate; assume colorazione diversa a seconda della specie, della pianta simbionte e del terreno in cui vegeta.

Le diverse specie

Esistono molte specie di tartufo. Le più conosciute ed apprezzate sono 9: